A una settimana dall'uscita nelle sale, sono andato a vedere Persepolis. Giovedì sera, 20.30, nell'unico cinemino in centro a Bologna che lo dà.
Giro l'angolo e...
Coda da 200 e passa persone. Non vecchietti, ma per lo più giovani, studenti universitari e ragazzi freschi e privi di rughe.
[Fast-Forward] A fine film, tutto il pubblico (sala piena) rimane seduto fino alla fine dei titoli di coda. Uao. Ilo film è stato decisamente apprezzato. Esco e...
Per lo spettacolo delle 22.30 c'è una fila enorme, lunga quanto quella che io avevo dovuto affrontare!
Non mi sarei mai aspettato di constatare un simile successo di pubblico.
L'adattamento cinematografico si può senza ombra di dubbio definire riuscito, con una tecnica che riesce a restituire l'espressività delle vignette della Satrapi, addolcendo leggermente il tratto e le forme dei personaggi, dotandoli anche di espressioni in certe occasioni più "cartoonesche".
La drammaticità delle situazioni è riportata perfettamente, specialmente nella scena in cui Marjane vede il braccialetto della sua vicina tra le macerie, o quando in piena notte tutto il condominio si rifugia in cantina durante i bombardamenti. Ma la scena più straziante, che mi stava portando alla lacrima, è quando la madre di Marjana racconta alla figlia, sbraitando con voce rotta, che i militari la violenterebbero per poi poterla uccidere: la doppiatrice italiana in particolare infonde una carica emozionale prorompente in questa scena. A riguardo, molto buono il doppiaggio specialmente il padre e la madre; a sorpresa, l'unica nota stonata nel doppiaggio mi è sembrata la Cortellesi, la cui presenza nel cast mi aveva esaltato. In certi momenti, specialmente quando doppia la Marjane ragazzina, è fin troppo Cortellesi (mi sovviene quando finge di piangere braccata dalle due donne col velo) con sonorità che non appartengono al personaggio di Marjane.
Su molte fasi della storia si glissa rapidamente, com'è ovvio che sia, dato che non si poteva portare su schermo tutto quanto. L'esempio di come ciò avvenga si ha quando in una sola scena di pochi secondi si vede Marjane che in Europa passa da un appartamento all'altro, mostrando di sfuggita coinquilini che i lettori del fumetto invece conoscono bene. Ma vabbè, non è importante, si capisce che le parti tagliate erano sacrificabili, quindi un bel respiro e via, se proprio ci siamo affezionati potremo rileggerle sulla carta stampata. Per questo aspetto, l'unico momento che mi è mancato veramente è stata la visita della mamma di Marjane, fase che mostrava come una donna nata e vissuta in iran per molto tempo vedeva quella cultura differente.
Qua e là trova spazio anche qualche simpatica aggiunta; quella che ricordo più piacevolmente è la serata tra donne di Marjane e sua nonna, prima a guardare Godzilla a cinema e poi a comprarsi un cartoccio di caldarroste sotto la neve, una scena che forse non aggiunge molto alla storia, ma ha un'atmosfera molto piacevole.
Grrodon ha scritto:L'unica nota dolente o pseudotale è la struttura della fase finale che ho trovato un po' strana, poco compatta e parecchio simile alla prima parte, pure nel suo risolversi con una fuga, ma immagino che data la natura autobiografica e reale del tutto sia assurdo aspettarsi una perfezione geometrica negli eventi.
La poca compattezza è sicuramente da imputarsi alla natura "episodica" del fumetto (aspetto che nel film riesce ad essere mascherato, ma solo a metà); originalmente
Persepolis è diviso in puntate da 7-10 pagine, suddivisione che si percepisce per lo più nella seconda parte, dove non c'è una narrazione di una crescita o di eventi ce si susseguono, ma per lo più in ogni episodio viene mostrato un aspetto della vita di Marjane durante il suo ritorno in Iran.
Grrodon ha scritto:e con una citazione della nonna un po' più significativa (di frasi emblematiche ne dice tante, migliori di quella dei fiori nelle tette)
Bè, io l'ho trovata appropriata, anche perchè mi è sembrata messa lì per introdurre l'effetto dei fiori cadenti durante tutti i titoli di coda. E poi, ho sempre percepito che quella cosa avesse per Marjane un importanza particolare, un po' come la MAdeline, o la Ratatouille di Anton Ego, qualcosa che lei ricorda distintamente e che racchiude la stramberia e la poesia insita nel personaggio della nonna.
Grrodon ha scritto:E se l'oscar del miglior film d'animazione è stato istituito in ossequio all'arte dell'animazione, penso sia più giusto premiare un prodotto che anche sotto questo campo sia assolutamente eccellente, con buona pace delle avanguardie sperimentali, interessanti sì, ma tecnicamente assai modeste.
Beh, io l'ho sempre trovato un paragone del tutto inappropriato: sapremmo valutare se è meglio Persepolis o Watchmen?
No. il primo è semplicità, stilizzazione tecnica, poesia. Il secondo è una sceneggiatura perfetta come un meccanismo, tavole ricche e complesse, analisi disincantata di un universo.
Per lo stesso modo non riesco a dire che uno è meglio dell'altro, dato che tutto prende vita da due punti di partenza differenti.
Inoltre, non definirei Persepolis un'avanguardia sperimentale, ma è un'opera compiuta, volutamente semplice, ma con una realizzazione forse più "spoglia". Insomma, solo perchè è differente dai canoni, mi pare assurdo definirlo "avanguardia": sempre rimanendo in terra di baguette, chi definirebbe "Appuntamento a Belleville" un'avanguardia?