[Marjane Satrapi] Persepolis

Dallo slapstick di Chuck Jones alla stop motion firmata Aardman passando per il manierismo donbluttiano, le varie risposte del mondo occidentale a chi identifica l'animazione con gli studi Disney.
  • Uhm, evito di leggere considerando che vado stasera a vederlo. In ogni caso, qualcuno ha letto / sa commentarmi il fumetto?
    Lorenzo Breda
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  • Nel week-end dovrei mettermi sotto e commentare fumetto e film.
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  • Grrodon ha scritto:L'animazione, un 2d ostentatamente povero, è assai più curata di quanto appaia, e lo si nota in certi movimenti di camera o in alcuni movimenti più fluidi rispetto al resto (mitiche le due educande islamiche che importunano Marjane)
    concordo in pieno

    per quanto riguarda i premi, Persepolis era anche il candidato francese per il miglior film straniero. Ecco, questo dimostra anche quanta responsabilità si è data a questo film, che solo per la sua natura di film d'animazione che parla di argomenti seri è stato considerato il miglior film francese di quest'anno, quando invece non è così. Persepolis è curato quanto un film live-action, nelle intenzioni, ma nella sua volontà di sdrammatizzare perde l'atmosfera epica: non riesce a sdrammatizzare come Benigni con La vita è bella. Magari se la Satrapi l'avesse lasciata una storia strappalacrime, concentrandosi sul lato drammatico della vicenda, avrebbe sfornato un capolavoro. Non dico che il drammatico è sempre migliore della commedia, ma non tutti sanno rendere una commedia competitiva con un dramma. Come commedia Persepolis è godibile (e divertente) e ha i suoi bei momenti anche commoventi (l'addio dalla nonna, il periodo in cui ha vissuto da senzatetto, il destino dei vari parenti "ribelli", ecc...). Ratatouille non è commovente ma è fra le migliori commedie degli ultimi anni.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • E lo vidi poche ore fa. Con una mia amica, ed è stato relativamente non facile trovare qualcuno che venisse. Di tutte le persone che conosco, solo tre amiche sarebbero venute (una non poteva per motivi geografici e una lo ha già visto).

    Tutto ciò è triste, anche la sala era semivuota, ma vabbè.

    Bello. Decisamente bello.

    Riesce a conciliare una biografia (molto rigida cronologicamente) con una commedia, l'animazione in b/n con il colore negli intermezzi e il tutto è condito da una colonna sonora non male, soprattutto in alcune scene.

    I personaggi sono generalmente molto ben caratterizzati, e l'animazione, apparentemente semplice, è di una finezza e di un'espressività a tratti stupefacente.

    Potevano essere meglio approfonditi alcuni aspetti, ma probabilmente la cosa è soggettiva.

    Sono soddisfattissimo dalla visione.

    Riguardo la questione premi, non saprei. La nomination la ha meritata tutta. Ma l'oscar lo avrei dato anche io (con una certa sofferenza, comunque) a Ratatouille.
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  • LBreda ha scritto:Tutto ciò è triste, anche la sala era semivuota, ma vabbè.
    da me no, anzi o_O c'era fin troppa gente, e tutti adulti/anziani...
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Elikrotupos ha scritto:
    LBreda ha scritto:Tutto ciò è triste, anche la sala era semivuota, ma vabbè.
    da me no, anzi o_O c'era fin troppa gente, e tutti adulti/anziani...
    Da me erano circa una quindicina/ventina di persone (si consideri che è l'unico cinema nei dintorni che dà il film), e tutti ragazzi.
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  • Se a qualcuno dovesse interessare la versione estesa del mio commento a Persepolis (e se qualcuno avesse il coraggio di addentrarsi nei miei periodi sconclusionati) trova tutto qui
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  • A una settimana dall'uscita nelle sale, sono andato a vedere Persepolis. Giovedì sera, 20.30, nell'unico cinemino in centro a Bologna che lo dà.
    Giro l'angolo e...
    Coda da 200 e passa persone. Non vecchietti, ma per lo più giovani, studenti universitari e ragazzi freschi e privi di rughe.
    [Fast-Forward] A fine film, tutto il pubblico (sala piena) rimane seduto fino alla fine dei titoli di coda. Uao. Ilo film è stato decisamente apprezzato. Esco e...
    Per lo spettacolo delle 22.30 c'è una fila enorme, lunga quanto quella che io avevo dovuto affrontare!
    Non mi sarei mai aspettato di constatare un simile successo di pubblico.

    L'adattamento cinematografico si può senza ombra di dubbio definire riuscito, con una tecnica che riesce a restituire l'espressività delle vignette della Satrapi, addolcendo leggermente il tratto e le forme dei personaggi, dotandoli anche di espressioni in certe occasioni più "cartoonesche".
    La drammaticità delle situazioni è riportata perfettamente, specialmente nella scena in cui Marjane vede il braccialetto della sua vicina tra le macerie, o quando in piena notte tutto il condominio si rifugia in cantina durante i bombardamenti. Ma la scena più straziante, che mi stava portando alla lacrima, è quando la madre di Marjana racconta alla figlia, sbraitando con voce rotta, che i militari la violenterebbero per poi poterla uccidere: la doppiatrice italiana in particolare infonde una carica emozionale prorompente in questa scena. A riguardo, molto buono il doppiaggio specialmente il padre e la madre; a sorpresa, l'unica nota stonata nel doppiaggio mi è sembrata la Cortellesi, la cui presenza nel cast mi aveva esaltato. In certi momenti, specialmente quando doppia la Marjane ragazzina, è fin troppo Cortellesi (mi sovviene quando finge di piangere braccata dalle due donne col velo) con sonorità che non appartengono al personaggio di Marjane.

    Su molte fasi della storia si glissa rapidamente, com'è ovvio che sia, dato che non si poteva portare su schermo tutto quanto. L'esempio di come ciò avvenga si ha quando in una sola scena di pochi secondi si vede Marjane che in Europa passa da un appartamento all'altro, mostrando di sfuggita coinquilini che i lettori del fumetto invece conoscono bene. Ma vabbè, non è importante, si capisce che le parti tagliate erano sacrificabili, quindi un bel respiro e via, se proprio ci siamo affezionati potremo rileggerle sulla carta stampata. Per questo aspetto, l'unico momento che mi è mancato veramente è stata la visita della mamma di Marjane, fase che mostrava come una donna nata e vissuta in iran per molto tempo vedeva quella cultura differente.
    Qua e là trova spazio anche qualche simpatica aggiunta; quella che ricordo più piacevolmente è la serata tra donne di Marjane e sua nonna, prima a guardare Godzilla a cinema e poi a comprarsi un cartoccio di caldarroste sotto la neve, una scena che forse non aggiunge molto alla storia, ma ha un'atmosfera molto piacevole.

    Grrodon ha scritto:L'unica nota dolente o pseudotale è la struttura della fase finale che ho trovato un po' strana, poco compatta e parecchio simile alla prima parte, pure nel suo risolversi con una fuga, ma immagino che data la natura autobiografica e reale del tutto sia assurdo aspettarsi una perfezione geometrica negli eventi.
    La poca compattezza è sicuramente da imputarsi alla natura "episodica" del fumetto (aspetto che nel film riesce ad essere mascherato, ma solo a metà); originalmente Persepolis è diviso in puntate da 7-10 pagine, suddivisione che si percepisce per lo più nella seconda parte, dove non c'è una narrazione di una crescita o di eventi ce si susseguono, ma per lo più in ogni episodio viene mostrato un aspetto della vita di Marjane durante il suo ritorno in Iran.
    Grrodon ha scritto:e con una citazione della nonna un po' più significativa (di frasi emblematiche ne dice tante, migliori di quella dei fiori nelle tette)
    Bè, io l'ho trovata appropriata, anche perchè mi è sembrata messa lì per introdurre l'effetto dei fiori cadenti durante tutti i titoli di coda. E poi, ho sempre percepito che quella cosa avesse per Marjane un importanza particolare, un po' come la MAdeline, o la Ratatouille di Anton Ego, qualcosa che lei ricorda distintamente e che racchiude la stramberia e la poesia insita nel personaggio della nonna.
    Grrodon ha scritto:E se l'oscar del miglior film d'animazione è stato istituito in ossequio all'arte dell'animazione, penso sia più giusto premiare un prodotto che anche sotto questo campo sia assolutamente eccellente, con buona pace delle avanguardie sperimentali, interessanti sì, ma tecnicamente assai modeste.
    Beh, io l'ho sempre trovato un paragone del tutto inappropriato: sapremmo valutare se è meglio Persepolis o Watchmen?
    No. il primo è semplicità, stilizzazione tecnica, poesia. Il secondo è una sceneggiatura perfetta come un meccanismo, tavole ricche e complesse, analisi disincantata di un universo.
    Per lo stesso modo non riesco a dire che uno è meglio dell'altro, dato che tutto prende vita da due punti di partenza differenti.
    Inoltre, non definirei Persepolis un'avanguardia sperimentale, ma è un'opera compiuta, volutamente semplice, ma con una realizzazione forse più "spoglia". Insomma, solo perchè è differente dai canoni, mi pare assurdo definirlo "avanguardia": sempre rimanendo in terra di baguette, chi definirebbe "Appuntamento a Belleville" un'avanguardia?
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  • Ma infatti avanguardia Belleville non è, è animazione di alta qualità con una caricaturizzazione un bel po' sopra le righe, il tipo di animazione presente in Persepolis invece lo è già di più.
    Quanto al paragone tra Persepolis e Ratatouille, siamo tutti d'accordo a definirlo evitabile, ma è un paragone che sappiamo bene qualcuno è stato costretto a fare, in sede di premiazione.
  • Uno dei film più belli degli ultimi tempi, intelligente ironico ed emozionante.
    Riguardo al discorso dell'oscar, partendo dal presupposto che non ha senso contrapporli visto che sono due film profondamente diversi ed entrambi eccellenti nel loro genere, alla fine anche io avrei dato l'oscar a Ratatouille ma con molta molta sofferenza.
    "L'umanità deve porre fine allo spoiler, o lo spoiler porrà fine all'umanità."

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