[Topolino] Annata 2008

Gottfredson, Barks, Scarpa, Rosa, la scuola italiana, con un occhio di riguardo anche ai Disney spillati. Perché ricordiamo che il Sollazzo nasce qui, grazie a un certo papero mascherato...
  • Fausto ha scritto:Nel nostro caso, se non ci fosse più un Topolino su cui pubblicare storie, difficilmente potremmo stare qui a discutere se Pinco sia meglio di Pallino oppure se Dinamite Bla fa più ridere di Superbat.
    Comprendo la posizione.
    Aggiungo però una piccola riflessione.
    PKNA. 50 numeri. (con annesso PK2). Altissima qualità, poi è finito.
    Mickey Mouse Mistery Magazine. 12 numeri. Altissima qualità, poi è finito.


    Se PK fosse continuato per 300 e passa numeri, a discapito della qualità, forse non lo considereremmo quella serie capolavoro che è, ma lo riterremo un ottimo inizio rovinato da sbavature. (mi è balenato in testa Witch, che sull'apposito topic tutti infamano, mentre se si fosse fermato alla fine della prima o della seconda stagione, forse sarebbe ricordata con molto più affetto)

    Capisco che la Disney non può campare solo di esperimenti come PKNA e MMMM, ma ha bisogno anche di certezze come Topolino. Però io di esperimenti non ne vedo più.
    L'ultimo baluardo è stato BVLAB, ma ora non c'è più neanche quello.

    E' triste che in Disney-Italia non si osi più. E non è un accusa, un "non si vuole più osare", probabilmente è un "non si può più osare".
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
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  • Grrodon ha scritto:Warren, ti sei almeno accorto che quella storia presentava tutti i personaggi da piccoli, in uno status quo immutato, senza tenere minimamente conto della storia personale di ognuno di loro, ma anzi caratterizzandone la versione baby come se si trattasse dei Puffi?
    Cioè rendiamoci conto, è una storia antidisneyana ed è la storia che è finita in televisione, è stata additata da Lepore come emblema del nuovo corso, e non è stato che uno dei tantissimi casi di storia vip da quando c'è stato questo benedetto restyling?
    No, perchè sono cose di cui tenere conto prima di mettersi a difendere con ovvietà questi frutti di un cattivo modo di concepire il fumetto Disney.
    Guarda Valerio, ovviamente mi sono accorto dell'uso che è stato fatto dei personaggi.
    Sono rimasto entusiasta? Ovviamente no.
    Mi sono strappato i capelli? Altrettanto ovviamente no.
    I personaggi Disney sono "malleabili", pure i danesi per tanti anni hanno prodotto storie deliranti sui Disney Babies con Paperone e i Bassotti in pannolino. Io non credo proprio che sia una storia "antidisneyana". Forse una storia bruttarella, una storia che ha uno "scopo" ben preciso che viene prima di tante altre valutazioni. Scopo che capisco benissimo, e pure "giustifico" in un periodo che è stato abbastanza nero per vendite e visibilità.

    E credo pure che i discorsi sull' "emblema" del nuovo corso vadano presi con le pinze. Forse si stanno provando nuove strade, forse si sta cercando di capire quale cavolo di pubblico esiste e quali possono essere i suoi gusti, forse si cerca una mediazione tra fan della vecchia scuola e nuove leve.
    Non credo proprio che ci sia qualcuno veramente intenzionato a fare di Papertotti l'emblema di Topolino e credo pure che le storie "vip" siano un filone come altri, giudicabile non aprioristicamente ma per la qualità storia per storia, qualità che può essere bassa o alta a prescindere dalla tematica vip.
  • Icnarf ha scritto:La tua rabbia di certo non mi farà cambiare idea anzi... era davvero molto semplice il concetto espresso nel tuo post, infatti la mia risposta era pertinente. Non ho gradito la tua storia sul telecronista, come ogni tuo lavoro sfocia nel ridicolo e nell'autocommiserazione...
    questa generalizzazione è esagerata. Cioè, se da PaperTotti cominciamo a prendercela con Vitaliano siamo sulla strada sbagliata...

    "marciume" anche è un termine fuori luogo. E' solo una scelta editoriale, che noi non condividiamo, ma questo non significa che è marcia...
    warren ha scritto:E credo pure che i discorsi sull' "emblema" del nuovo corso vadano presi con le pinze. Forse si stanno provando nuove strade, forse si sta cercando di capire quale cavolo di pubblico esiste e quali possono essere i suoi gusti, forse si cerca una mediazione tra fan della vecchia scuola e nuove leve.
    Non credo proprio che ci sia qualcuno veramente intenzionato a fare di Papertotti l'emblema di Topolino e credo pure che le storie "vip" siano un filone come altri, giudicabile non aprioristicamente ma per la qualità storia per storia, qualità che può essere bassa o alta a prescindere dalla tematica vip.
    Mauro Lepore ha dichiarato senza mezzi termini che Papertotti è il futuro. Senza mezzi termini. Non stiamo più parlando di ipotesi.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • No, Elik. E' giustissimo lamentarsi di qualsiasi cosa per cui si paga. Se ne ha il diritto. Se gli ospedali non funzionano, le scuole pure, le autostrade non ne parliamo e io sono tra quelli che pagano le famose tasse, ho pieno diritto di sfanculare chi si prende i miei soldi e poi non fa il suo dovere. Ma non è questo il punto.
    Il punto è sempre lo stesso, ossia le intenzioni che il lettore esigente (categoria della quale fate parte) attribuisce a chi non offre il servizio che egli si aspetta. Nella fattispecie, ciò è evidenziato dalla tua frase, Elik. "Abbiamo dato per assodato che Topolino non ha interesse nella qualità "assoluta" delle sue storie né nel rispetto della sua tradizione."
    Ecco, questa è una bella scemenza, a dir poco. Quale sarebbe, secondo te, l'interesse di Topolino? Pubblicare storie mediocri e scavarsi la fossa? Se questo è il pensiero comune, è' ovvio che, poi, tra i famosi addetti ai lavori si faccia strada la convinzione che i forum siano quasi per intero frequentati da persone che vivono in un proprio mondo auto-referenziale (proprio come Fab Sberlon) e che si danno ragione l'uno con l'altro senza avere la pazienza e l'umiltà di capire come funziona il lavoro altrui. Ho l'impressone che vi divertiate di più a sottolineare ogni volta una mancanza di qualcosa, anziché concentrarvi su quello che vi piace (e ce ne sono, cose che vi piacciono, non è che non ce ne sono). Ragazzi, così non vi potete divertire mai. Matematico.
    Per finire, io non ho offeso nessuno. Ho detto che se la definizione "battona" era rivolta anche a me, allora il mittente della elegante definizione poteva andare a quel paese. Mi sembra il minimo, no?
    Detto ciò, ho sempre la sensazione di parlare un po' al vento. Molti miei colleghi mi dicono perché accidenti continuo a battibeccare nei forum, visto che poi ciascuno rimane della propria opinione. Un'opinione che, spesso, non è suffragata da alcun fatto ma che proprio in quanto fondata sul nulla, assume misteriosamente credibilità e importanza.
    E' che a me discutere piace, non disdegno la polemica, mi infastidisce l'insulto e quando trascorri le tue giornate quasi sempre da solo, ti fa anche piacere scambiare due parole con gente che condivide alcune tue passioni.
    Fausto
  • Icnarf ha scritto:La tua rabbia di certo non mi farà cambiare idea anzi... era davvero molto semplice il concetto espresso nel tuo post, infatti la mia risposta era pertinente. Non ho gradito la tua storia sul telecronista, come ogni tuo lavoro sfocia nel ridicolo e nell'autocommiserazione... non era neanche divertente (a parte i ringraziamenti cartacei). Bisogna ascoltarli i lettori, sennò che si viene a fare in un forum. Se topolino tira avanti con storie fuffe come papertotti per un guadagno a breve termine invece di puntare sulla qualità (guadagno a lungo termine) significa che h ben altri marciumi da toppare...
    Guarda, secondo me la fai veramente facile.

    Cioè bisogna puntare sul guadagno a lungo termine. Grazie tante, è un concetto talmente semplice da risultare quasi inutile.

    Il problema è che non esiste il binomio "vendersi come battone vs. fare storie di qualità e mirare al lungo termine". In mezzo ci sono tantissime scale di grigio. Ci sono tantissimi interessi in gioco, tantissime variabili.

    E la variabile più grossa è venire incontro al gusto di chi dovrebbe acquistare il prodotto.
    Basti vedere Elik, che parla di dogmi che valgono a dimostrare il rispetto della "disneyanità" del prodotto. Tra i quali -tra l'altro- pare voler inserire la continuity, termine sul quale pure Guido Martina si sarebbe fatto una gran risata, giusto per citare uno dei Maestri (ma pure Bruno Concina, per citare un autore che ha recentemente guadagnato una certa notorietà).

    A leggere nei forum parrebbe tutto facile facile, ma la realtà mi pare ben diversa.
    Ultima modifica di warren il domenica 16 marzo 2008, 14:57, modificato 1 volta in totale.
  • Fausto ha scritto:Il punto è sempre lo stesso, ossia le intenzioni che il lettore esigente (categoria della quale fate parte) attribuisce a chi non offre il servizio che egli si aspetta. Nella fattispecie, ciò è evidenziato dalla tua frase, Elik. "Abbiamo dato per assodato che Topolino non ha interesse nella qualità "assoluta" delle sue storie né nel rispetto della sua tradizione."
    Ecco, questa è una bella scemenza, a dir poco.
    E' quello che tanti "recensori" competenti hanno rilevato, e che il direttore editoriale della Disney ha confermato in un'intervista. Mettendo fra virgolette la parola "assoluta" intendevo che la Disney non si focalizza più nel fare grandi storie come ne facevano i grandi artisti, ma si mantiene nella sua alta qualità di editore per ragazzi. Qualità relativa, e che non è un offesa per voi autori che la realizzate, anzi è quello che vi definisce professionisti.
    Detto ciò, ho sempre la sensazione di parlare un po' al vento. Molti miei colleghi mi dicono perché accidenti continuo a battibeccare nei forum, visto che poi ciascuno rimane della propria opinione. Un'opinione che, spesso, non è suffragata da alcun fatto ma che proprio in quanto fondata sul nulla, assume misteriosamente credibilità e importanza.
    La sensazione del parlare al vento è comprensibile e deriva dal fatto che si tirano in ballo questioni su cui hai già risposto, su questo ti do ragione. Come dicevo. I motivi li sappiamo, ognuno è rimasto del suo parere: questo non significa che la discussione ristagna ma che le discussioni si baseranno su questa consapevolezza. Quindi no, non ci divertiremo mai (con Topolino almeno, che qua pare che pensiamo solo a quello) perchè continueremo ad accusare Topolino di non dare il meglio.
    warren ha scritto:Basti vedere Elik, che parla di dogmi che valgono a dimostrare il rispetto della "disneyanità" del prodotto. Tra i quali -tra l'altro- pare voler inserire la continuity, termine sul quale pure Guido Martina si farebbe fatto una gran risata, giusto per citare uno dei Maestri (ma pure Bruno Concina, per citare un autore che ha recentemente guadagnato una certa notorietà).
    Guarda, non è un parere mio, ho cercato di fare una rapida e non esauriente sintesi di quello che è il malcontento verso la Disney. E' ovvio che la continuity, soprattutto in Disney, non va presa sul serio. Però io leggo di delusioni anche su quel fronte...
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Elikrotupos ha scritto: Mauro Lepore ha dichiarato senza mezzi termini che Papertotti è il futuro. Senza mezzi termini. Non stiamo più parlando di ipotesi.
    Beh, se fossi Lepore io spererei VIVAMENTE che Papertotti sia il futuro.

    In una situazione di spaventosa crisi di vendite, il botto di Papertotti è stata una bella boccata d'ossigeno e credo che tutti ne siano stati contenti, autori compresi.
  • Sono perfettamente d'accordo che la crisi va risolta, e non con visioni a lungo termine, ma con stratagemmi come PaperTotti. Non diamo motivo di credere che critichiamo Topolino senza tenere conto dei problemi concreti a cui va incontro una prodotto editoriale. Ma la Disney non lasci credere che PaperTotti sia l'unica alternativa... è solo la più facile. Se serve a far passare la crisi, ben venga. Ma che passi, questa crisi... il dubbio che poi si abituino alla facilità di un PaperTotti non è così insensato però, vista la tendenza che c'è in altri campi dell'editoria come la TV, i libri, il cinema o i giornali scandalistici che spuntano come funghi...
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Fausto ha scritto: Il punto è sempre lo stesso, ossia le intenzioni che il lettore esigente (categoria della quale fate parte) attribuisce a chi non offre il servizio che egli si aspetta. Nella fattispecie, ciò è evidenziato dalla tua frase, Elik. "Abbiamo dato per assodato che Topolino non ha interesse nella qualità "assoluta" delle sue storie né nel rispetto della sua tradizione."
    Ecco, questa è una bella scemenza, a dir poco. Quale sarebbe, secondo te, l'interesse di Topolino? Pubblicare storie mediocri e scavarsi la fossa?
    Guarda. Sì. La mediocrità la fa da padrona spesso e volentieri, e giunge a contaminare anche idee che di per sé sarebbero potute essere fighe (guarda WoM o Ultraheroes con la ricerca degli oggetti e le altre mille cose senza ragion di essere. Peccato, c'erano spunti molto stimolanti). E poi c'è sempre la famosa dichiarazione di Lepore. L'ha detto chiaramente, nero su bianco, poche storie: il futuro è Papertotti.
    Se questo è il pensiero comune, è' ovvio che, poi, tra i famosi addetti ai lavori si faccia strada la convinzione che i forum siano quasi per intero frequentati da persone che vivono in un proprio mondo auto-referenziale (proprio come Fab Sberlon) e che si danno ragione l'uno con l'altro senza avere la pazienza e l'umiltà di capire come funziona il lavoro altrui.
    No. Questo lo dicono le mezze calzette, che non hanno il coraggio di venire qui e mettersi in discussione, con il pubblico che legge le loro storie. Lo dicono gli autori rabbiosi perchè il loro metodo di lavoro non li fa glorificare dai fan, ma ricevere critiche su critiche, se non direttamente la fredda indifferenza. Perchè se una storia è bella noialtri lo diciamo. O almeno io lo dico, a prescindere dall'autore.
    Ho l'impressone che vi divertiate di più a sottolineare ogni volta una mancanza di qualcosa, anziché concentrarvi su quello che vi piace (e ce ne sono, cose che vi piacciono, non è che non ce ne sono). Ragazzi, così non vi potete divertire mai. Matematico.
    Tu stesso dici che ci sono. Ogni due o tre numeri una storia apprezzata quasi all'unanimità salta fuori e non mi sembra che qualcuno ci trovi il pelo nell'uovo. E se qualcuno c'è non sono certamente gli altri a doverne essere responsabili. Però è pur sempre un fatto di percentuali, numeri e statistiche e da quando c'è stato questo benedetto restyling mi sembra che Topolino abbia assunto un volto più strillato, trendy e ammiccante che non fa che metterne in luce le debolezze interne. Insomma, prima di rinnovare la facciata, si poteva avere anche un occhio di riguardo in più per i contenuti. Sennò avremo sempre e solo saghe fiappe, storie evento che evento non sono e storie vip al limite del leggibile.
    Per finire, io non ho offeso nessuno. Ho detto che se la definizione "battona" era rivolta anche a me, allora il mittente della elegante definizione poteva andare a quel paese. Mi sembra il minimo, no?
    Il punto è che ti metti sempre in mezzo. Anche e soprattutto quando non sei il destinatario di nessun insulto. Noi ce la prendiamo con ben altre storie, le tue in linea di massima ci piacciono (mica sempre, ad esempio quest'ultima con Sberlon che da una pagina all'altra diventa PAZZO e viene esiliato è parsa anche a me parecchio sconclusionata) e anche se ti tiriamo continuamente le orecchie perchè non ci piace vederti autolimitato alle storie umoristiche e sfottò (un genere simpatico ma non di certo in via d'estinzione) spesso e volentieri apprezziamo, sia pur tiepidamente. Quindi non vedo il motivo di questa strenua difesa contro i grandi nemici del mondo nerd, difesa che non fa che sterotipizzare in maniera quasi insopportabile, oltre che irreale, quelle che sono le vere esigenze di questa "classe" di lettori.
    Detto ciò, ho sempre la sensazione di parlare un po' al vento.

    "Papertotti non ci piace!"
    "Zitti e buoni, che non sapete cos'è la pagnotta"
    "Vogliamo Casty!!"
    "Benedetti figliuoli, basta uno spruzzo di eau di vecchium' e siete felici..."
    "E la continuity?"
    "Dai su, basta con 'sto Don Rosa. Scendete giù a giocare."


    Sì bé devo dire che è reciproco.
  • sì, appunto perchè noi continuiamo a chiedere cose che la Disney non si può permettere, e la Disney (o Fausto, essendo l'unico autore che parla con noi) ci rimproverano di pretendere troppo. E' inutile continuare a menarla su 'sta scosa. Vediamo come va a finire, vediamo se la crisi passa...
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Scusa ma cos'è che non si possono permettere? La continuity? Leggendo Ultraheroes mi sembra che quando vogliono se la possano permettere. Casty? Se lo potevano permettere a iosa un anno fa, adesso no? Il buon gusto? Bé quello te lo puoi permettere se hai al tuo interno un buon gruppetto di autori che il buon gusto ce l'hanno. E io non voglio credere che il livello sia quello visto in storie come Papertotti o Il Giorno Prima degli Esami.
    A me sembra invece che le condizioni per far di Topolino un fumetto migliore ci siano, ma che per pigrizia o per svogliatezza gli autori si limitino a percorrere le strade più facili o disimpegnate. Perchè non credono nelle potenzialità del mezzo. O meglio credono che basti inserire qualche parola in inglese, legare con un filo conduttore storie altrimenti autoconclusive per avere qualche saga figa da vendere in fretta. Manca l'amore, la serenità creativa, la voglia di mettersi in gioco, in molti di loro. E di stare ad indagarne le cause a me compratore frega poco, è quello che si percepisce nell'aria.
  • Grrodon ha scritto:E di stare ad indagarne le cause a me compratore frega poco.
    Be', però le cause mi pare che le hai indicate molto chiaramente, con la sobrietà e la sicurezza che ti contraddistinguono. E' molto semplice, no? Le ragioni per cui Topolino secondo te ha perso qualità sono le seguenti: la maggior parte degli autori sono pigri, svogliati, limitati, faciloni, disimpegnati, non consapevoli del mezzo di comunicazione che utilizzano, furbetti e disamorati del loro lavoro.
    E un autore dovrebbe venire sui forum a farsi sfanculare in questo modo, secondo te?
    Fausto
  • La CONTINUITY? La CONTINUITY? No, sulla continuity non si rompono le balle, proprio. Perchè io non credo che Paperinik e Spectrus che si conoscono siano continuity: e se viene considerata tale c'è davvero un enorme problema di fondo, ma di certo non da parte del lettore.
    A fa davvero girare le scatole che si cambino le carte in tavola ad ogni guest star o storia pubblicitaria, adducendo a scusa la malleabilità dell'Universo Disney. Che in effetti è vero, c'è, ma allora perchè viene fuori ESCLUSIVAMENTE in storie di questo tipo e non in altri contesti?
    Non si tratta affatto di continuity, ma di pura coerenza logica all'interno di quelli che dovrebbero essere assiomi fondamentali della disneyanità. Non si possono tirare fuori dal cilindro situazioni assurde e contradittorie come i Bassotti liceali e PP8 che gioca nel campetto di Paperopoli con l'amico Papertotti: sono espedienti ridicoli e svilenti che non sono riscontrabili in alcune tipologie di esperimenti (Warren citava i Disney Babies) con cui sono apparentemente imparentati ma con cui a conti fatti non hanno nulla a che vedere, in quanto si tratta di gruppi di storie circoscritti ed identificabili e quindi giustificati e contestualizzati nel loro "separatismo", al di là dei discutibili pareri personali.
    La verità è che si ricerca, in questi casi, sempre la soluzione più facile ed immediata per buttare giù una trama che dovrebbe attirare il pubblico tramite alcune facilonerie come il massiccio uso dell'inglese e dell'alta tecnologia.
    Questo sì, provoca un grande malessere tra i nerdacci (malessere, non reazioni esagitate ed impetuose...ci mancherebbe) che comunque sanno ancora divertirsi ed apprezzare come un tempo non appena gli si offre qualcosa di genuino: è il caso di Casty, Faraci, Salati e tantissimi altri (non è il caso di enumerare ogni volta i "buoni") che sanno ancora stimolare il lettore perchè le loro storie devono in primo luogo sorprendere e piacere a loro stessi che sono continuamente in cerca di nuovi limiti da oltrepassare. Certo, se poi le apparizioni di casty vengono dilazionate oltremodo e io vedo solo spuntare papernovate e simili, sì, mi risce sempre più difficile vedere il lato buono delle cose.
    Concludo dichiarandomi concorde a Warren che afferma che non bisogna subito assurgere le storie propagandistiche ad emblema del Nuovo Corso: infatti qui nessuno lo ha fatto, ma si è semplicemente denotata una tendenza che infastidisce e si teme possa degenerare diventando un aspetto predominante. Lungi da noi, comunque, bollare definitivamente ed in maniera assoluta il lavoro di De Poli e compagnia, soprattutto ad una dozzina scarsa dal Rinnovamento.

    Ah, dimenticavo:
    Fausto ha scritto: Molti miei colleghi mi dicono perché accidenti continuo a battibeccare nei forum, visto che poi ciascuno rimane della propria opinione.
    E i molti colleghi sbagliano il concetto base, perchè il proposito di un forum non è il far cambiare opinione agli altri quanto il mettere in gioco sè stessi e il proprio pensiero cercando di arricchirsi e di ampliare le proprie visioni per evitare di diventare DAVVERO autoreferenziali.
  • Fausto ha scritto:
    Grrodon ha scritto:E di stare ad indagarne le cause a me compratore frega poco.
    Be', però le cause mi pare che le hai indicate molto chiaramente, con la sobrietà e la sicurezza che ti contraddistinguono. E' molto semplice, no? Le ragioni per cui Topolino secondo te ha perso qualità sono le seguenti: la maggior parte degli autori sono pigri, svogliati, limitati, faciloni, disimpegnati, non consapevoli del mezzo di comunicazione che utilizzano, furbetti e disamorati del loro lavoro.
    E un autore dovrebbe venire sui forum a farsi sfanculare in questo modo, secondo te?
    No un autore dovrebbe venire sul forum a leggere, senza partire da preconcetti del tipo "noialtri contro voialtri", e poi in caso rispondere. E il punto d'accordo non è poi così difficile da trovare.
    Ad ogni modo intendevo che non so le cause che hanno portato gli autori ad essere così apatici, non intendevo certo classificare come congenita questa apatia, che di certo non è la causa di fondo. O meglio posso sospettare che questa svogliatezza possa venire da dinamiche interne alla redazione, tra rapporti e malumori tra addetti ai lavori, da limitazioni, tendenze imposte e una certa poca libertà creativa, ma appunto visto che la redazione è quel tabù inconoscibile che al solo nominarla è capace di far disicrivere utenti, scattar licenziamenti e rendere indesiderabili agli eventi fior fior di community, evito di tirarla in ballo, e aspetto di avere dati certi che magari possano cader dal cielo.
    Quanto al non essere consapevoli del mezzo espressivo non vorrei mai che tu abbia pensato che mi riferissi al fumetto in generale. Mi riferivo a quello più specificatamente Disney che in passato ha dato prova di poter esprimere molto di più dei soliti due o tre sberleffi per farsi due risate per dieci minuti. Vediamo di non sclerotizzarci su una concezione soltanto umoristica di questo genere di narrazione, cosa che mi sembra venga fatta in lungo e in largo anche da autori bravissimi.

    Cmq adesso c'ho voglia di infilare qua e là spunti nella discussione, facendo un bel po' di nomi, che fanno sempre bene.

    Secchi. Secchi sta facendo cose disgustose. E altre sublimi. Francamente non mi spiego questa cosa. L'autore di Run Run Run, Il Vero Nemico e Il Ritorno di Paperinika è anche l'autore di Papertotti, il Giorno Prima degli Esami e Altovolume.
    Salati. Ha espresso sul suo blog una concezione del fumetto Disneyano che è da applausi. Eppure stenta a decollare come ha potuto fare un Casty, e sta ancora scaldando il motore. Vedremo.
    Savini. Sul penultimo Topo è scattato il capolavoro. Eppure non lo vedo in giro da un secolo. Che gli è successo? Perchè non si sono più viste sue storie?
    Casty. Siamo arrivati al punto che dagli sguardi che alle fiere ci rivolgete al solo nominarlo ci fate sentire quasi in colpa di amarlo tanto. E invece a lui dobbiamo tanto perchè in questi anni ha tenuto alto il buon nome di Topolino.
    Bosco. Quello è pazzo. Cioè viene sul Papersera a dirci che siamo un branco di deficenti, e poi a ben guardare è uno degli autori su cui in genere si sprecano i giudizi positivi.
  • Fausto ha scritto: L'asserzione che ho citato (che non è mia, ma mi pare di un certo Aristotele) va letta per intero. Ossia, dice il proverbio, anzitutto si sopravvive. Una volta garantitasi la sopravvivenza, però, il pensatore non invita ad andare a battere il marciapiede, bensì a "filosofare". Vale a dire, a utilizzare il pensiero, così da migliorare sé stessi e poi il mondo che ci circonda. Aristotele probabilmente intendeva dire che se sei morto, difficilmente puoi migliorare una ceppa.
    Nel nostro caso, se non ci fosse più un Topolino su cui pubblicare storie, difficilmente potremmo stare qui a discutere se Pinco sia meglio di Pallino oppure se Dinamite Bla fa più ridere di Superbat.
    Prendendo spunto dal suddetto proverbio, mi permetto di farti considerare che se il tuo primo pensiero da uomo è (giustamente, per carità) portare a casa la pagnotta, non fai lo sceneggiatore. Fai il cameriere, o il centralinista. Fare lo sceneggiatore richiede determinati requisiti, che compredono il rispetto per il tuo lavoro, per i personaggi di cui scrivi se non sono i tuoi (ma pure se sono i tuoi) e soprattutto per il lettore. Se scrivi scendendo continuamente a compromessi e se snaturi i tuoi personaggi al solo scopo di vendere e se poi il pubblico, chissà perchè, non è soddisfatto delle tue storie, non puoi pretendere di difenderti dichiarando "be', prima si mangia, che magari a stomaco pieno si pensa meglio". Perchè se poi il lettore non si sorbisce più la sbobba che gli propini, tu chette magni?

    ENNEBI': con questo non credere che sia il solito nerd che considera lo scrittore di Topolino un Artista che vive di gloria, ma il fatto è che il mercato è pieno di prodotti di bassa qualità che sono costruiti per vendere e che vendono e di prodotti di buona qualità costruiti per far contenti i nerd, che vendono un po' meno... ma non mi pare che i prodotti di buona qualità che vanno via come il pane manchino, no? E in nessuno, dico, in nessuno di questi prodotti di buona qualità, potrai mai incontrare Papertotti. Un Trezequack magari sì, ma un Papertotti proprio no.
  • Senti, Valerio. Tu sei un bravo cristiano che ho avuto piacere di conoscere e incontrare diverse volte. Sei un ragazzo estremamente intelligente, oltre che uno spaventoso rompicoglioni. Sei molto simpatico anche se più volte ho sentito forte il desiderio di chiuderti dentro un sacco di iuta e poi dentro una cassapanca per poi venirti a recuperare dopo il disgelo. Dici un sacco di cose, alcune giuste altre mica tanto e poi, qua e là, una certa quantità di cazzate per impepare un po' la discussione. Com'è noto, le principali direttive lungo le quali più volentieri si snoda il tuo pensiero sono due: la redazione e Casty. Parto da quest'ultimo. Personalmente, ho imparato ad apprezzare le storie di Andrea solo dopo averne lette un po'. All'inizio, non ho difficoltà a dire che mi lasciavano perplesso, ma poi è diventato di gran lunga il mio autore preferito (solo gli idioti non cambiano idea). Ho capito che la narrazione di Casty ha qualcosa di unico. Che ha solo lui. O che, almeno, io non ho e non credo che avrò mai: ha la capacità di incantare il lettore infischiandosene delle tecniche narrative, delle teorie meccaniche, delle regole e delle strutture, così da restituire al fumetto (Disney, in questo caso) tutta intera la sua magia. Le sue storie le potrebbe scrivere solo lui. Se ci provassi io (e non solo io), il risultato sarebbe un patetico scimmiottamento. Ripeto: una volta non la pensavo così, adesso la penso così. Pertanto, mi risulta oscuro quel tuo passaggio secondo cui alle fiere ti guardano storto quando fai il nome di Casty. Non l'ho proprio capito. Potresti spiegarlo, così magari Andrea ti legge e ti chiede qualche informazione in più.
    Seconda questione. La redazione. Parto dal fondato presupposto che né tu né molti dei forumisti conoscano esattamente il lavoro di un redattore e parlino tanto per dare aria ai denti. Quando qualcuno fa notare la circostanza, la reazione di solito è: Ehi, io non devo sapere che cosa fa un redattore. Io sono un lettore.
    Be', e allora di che cosa parlate se non sapete di che cosa si parla? Io mi sono cancellato dal forum del Papersera quando questa simpatica abitudine di sparlare di gente che lavora si era fatta vagamente insopportabile e rimanere in quel contesto mi avrebbe fatto passare (ai miei occhi, anzitutto) come complice di un modo di pensare che non condividevo.
    Otre a questo, si aggiunga l'episodio in cui un importante utente del Papersera ha perseverato più volte nell'attribuire a un collega (Bruno Sarda) cose che Bruno non aveva mai detto né scritto. Quando gli ho fatto notare la cosa, anziché dire: D'accordo, mi sono sbagliato, ha detto che anche se le parole non erano esattamente quelle, il senso lo era. Peccato che non lo era.
    Tutto questo spataffione mi serve per spiegarvi (proprio così: spiegarvi) che se da parte dei forumisti si chiedono agli autori determinate cose (coerenza, amore per il proprio lavoro eccetera) dalla parte degli autori si esige da parte dei forumisti almeno un po' di onestà intellettuale e di buona educazione. Oltre, magari, a una conoscenza di situazioni e dinamiche su cui allegramente si pontifica. E' chiedere troppo?
    Non vorrei sbagliare per difetto, ma ho l'impressione che non siano poi molti gli autori che hanno piacere a confrontarsi con voi. Compresi gli autori che, fino a qualche tempo fa, accettavano la discussione. Mi sbaglio? Hai una spiegazione anche per questo?
    Fausto
  • E' sempre la stessa storia. Avrai anche ragione a dire che non è correttissimo dar giudizi a destra e a manca sulla redazione o gli autori, ma hanno ragione anche i forumisti a dire che in fondo non ce ne deve fregare poi molto della redazione o degli autori, perchè in quanto lettori a noi interessano le storie e basta. Quindi il compromesso sarebbe "noi non parliamo di cose che non conosciamo, ma voi ci scrivete robe belle".
    Attenzione però, se voi non ci scrivere robe belle, noi abbiamo tutto il diritto di indagare sulle cause. E spesso le congetture che facciamo partono direttamente dalla bocca (e dai lamenti) degli autori direttamente coinvolti. Cioè, che in Disney ci sia trambusto non è una nostra invenzione, ACCIPICCHIA.
    Se un autore si lamenta, magari è lui che ha dei problemi, ma se da più fonti e per diverso tempo giungono voci che le cose non vanno troppo bene, e sono voci che si ritrovano nella situazione che leggiamo sul topo, qualcosa che puzza dev'esserci. Se a questo aggiungiamo le molteplici fiere infarcite di autori e redattori che si parlano dietro tra loro, i malesseri redazionali che serpeggiano ad ogni domanda, i segreti e le inconfessabili verità, il torbidume sgorgante e la tensione che si avverte nell'aria al solo sentir tirare fuori certi argomenti, per concludere con l'allegro quadretto degli autori che si insultano tra loro sul Papersera, o che una volta mollata la Disney vengono a metterne in piazza - o in foro - i panni sporchi, bé, non puoi neanche pretendere che non si inizi a nutrire qualche dubbio su questo o quel fattore altrimenti inconoscibile. E quindi se ne parla, e quindi si ipotizza, ci si fa un'idea, voialtri vi innervosite perchè non avete mai dato comunicazioni ufficiali ed è un cane che si morde la coda.

    Poi permettimi un appunto su ciò che dici: se provassi a seguire l'esempio di Casty probabilmente lo scimmiotteresti e basta. Questo mi fa cadere le braccia, perchè non penso proprio che tu non sia all'altezza, non credo che tu non sia capace di imbastire una un'avventura seria e ben congegnata, che non preveda per forza humor demenziale e sfottò a nastro. Ho capito che quello è il tuo genere prediletto, ma non è scritto da nessuna parte che potrebbe essere l'unico registro a te congeniale, o congeniale al fumetto Disney. Con Speed Loop ne hai scelto uno ben diverso, ad esempio. In più dovresti proprio spiegarmi dov'è che Casty se ne infischia - sia pur genialmente - delle regole e le strutture sceneggiatorie attualmente codificate, perchè invece a me sembra che cerchi di allinearsi alla scuola di Gottfredson, e a quella di Scarpa, che è alla base della nostra scuola italiana.
    Guarda, so che probabilmente ora mi darai del nerd vecchiumofilo, ma spero proprio che questo tuo approccio troppo modesto possa venire meno grazie alla lettura della cronologica di Barks, che pare star andando così bene in edicola e a cui si spera (o almeno la Vale ci sperava a Lucca) seguirà quella di Floyd. Con questi due corpus finalmente disponibili in toto al grande pubblico (e agli autori!) spero proprio che quella di Casty non sembri più un'oasi indipendente da tutto il resto, ma la naturale prosecuzione di un tutto che è da troppo tempo che viene lasciato perdere. E che questo suo allinearsi allo stile dei grandi vecchi non sembri più solo un mero esercizio stilistico ma un modo genuino di raccontare e restituire emozioni al lettore. Insomma spero ci butterai l'occhio.
  • Qui il discorso si farebbe tecnico e noioso e sinceramente non ho molta voglia di farlo. Dico solo che quello che fa (benissimo) Andrea Castellan è piegare le regole alla storia, anziché il contrario, ed è qualcosa che solo i grandi autori riescono a fare. Perlomeno, io non sono in grado di farlo. Ma io non sono un grande autore né lo sarò mai. Sono un tizio che cerca di fare storie divertenti e ogni tanto ne azzecca una. E questa non è né finta modestia né modestia tout-court. La modestia, tra l’altro, secondo me non è neppure una virtù ma l’ipocrisia di chi a parole si dichiara poca cosa ma sotto sotto pensando di essere l’imperatore del Giappone. Personalmente, preferisco l’umiltà, che quella sì che è una qualità.
    Poi, e finisco, non è che io voglia solo fare certe storie e basta. Ne ho scritte altre in passato (mi vengono in mente Il Nuovomondo e alcuni episodi della saga di Paperone) in cui ho cercato registri diversi. Non mi sono cimentato con il personaggio principale, quello che dà il nome alla rivista, semplicemente perché non mi sentivo pronto. Poi ci ho lavorato sopra e a settembre dell’anno scorso ho scritto la mia prima storia con Topolino protagonista. Dovrebbe uscire tra non molto, disegnata da Lorenzo Pastrovicchio. Si intitolerà “Topolino e l’occhio di Macchia”. È un giallo, anche se non proprio old fashioned.
    Insomma, ci provo. Faccio del mio meglio. Come tutti i miei colleghi, i quali continuano a scrivere Disney perché amano quel genere di narrazione, non certo per mera convenienza o per fare incazzare i forumisti.
    Fausto
  • Dapiz ha scritto:
    Prendendo spunto dal suddetto proverbio, mi permetto di farti considerare che se il tuo primo pensiero da uomo è (giustamente, per carità) portare a casa la pagnotta, non fai lo sceneggiatore. Fai il cameriere, o il centralinista. Fare lo sceneggiatore richiede determinati requisiti, che compredono il rispetto per il tuo lavoro, per i personaggi di cui scrivi se non sono i tuoi (ma pure se sono i tuoi) e soprattutto per il lettore.
    Secondo me questo concetto è lievemente aberrante.
    Anche fare il cameriere o il centralinista richiede certi requisiti, che poi dovrebbero essere i requisiti di qualsiasi lavoro tu voglia fare se vuoi farlo bene.

    Un LAVORO è per forza un qualcosa che ti permette di vivere, sennò non è più lavoro ma "hobby".

    Forse questa è una cosa che i forumisti (che sono forumisti per HOBBY) non capiscono bene quando si approcciano all'autore.
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