di Clint Eastwood

Una arzilla pugilessa trentenne (un po' troppo avanti con l'età), Hilary Swank, si mette in testa di voler diventare una campionessa, e per coronare il suo sogno, tedia il povero allenatore Clint Eastwood, già pieno di problemi col suo allenato. Alla fine Clint Eastwood accetta di allenare la ragazza, che però fa tutto di testa sua. Vittoria dopo vittoria, scala le categorie come gli imprenditori scalano le banche, finchè non finisce vittima di una poco di buono che la paralizza durante un incontro scorretto. Immobilizzata in un letto d'ospedale, la ragazza chiede al suo allenatore-padre di staccarle la spina e ucciderla. Mentre Clint Eastwood e noi spettatori ci contorciamo nel dubbio se l'eutanasia sia giusta o no, lei cerca di uccidersi da sola in un modo che non vi dico perchè questo non è un forum splatter, e anche perchè non è bello spoilerare
Regista, attore principale e compositore della colonna sonora, il buon Clint si prende di diritto un posto da regista preferito nel mio cuore (posto che attendeva solo una conferma, dopo uno dei più bei film degli ultimi dieci/vent'anni, Mystic River). Poteva essere un film cattivo, questo, così come poteva essere cattivo il protagonista e il suo "aiutante" Morgan Freeman, e invece è una metafora per niente buonista del rapporto padre-figlia più che saggio allenatore-avventato atleta. Quattro premi Oscar, e mica premiucci così: Migliore attrice protagonista e attore non protagonista, miglior regia e miglior film dell'anno, anche se questi ultimi due dovevano andare a Eastwood anche per Mystic River, ma è il mio misero parere

