Il Ciclo della
FONDAZIONE
di Isaac Asimov
Libro 2 Fondazione anno zeroFONDAZIONE
di Isaac Asimov
Avvertimento SPOILER
Questo secondo capitolo della vita di Hari Seldon si divide a sua volta in quattro parti (più un epilogo) tutte autoconclusive, ognuna delle quali ha il suo colpo di scena e il suo finale più o meno epico. Siccome il libro non è molto lungo, è inevitabile, parlandone, spoilerare qualcuno di questi finali, quindi è anche inutile segnalarli tutti uno per uno. E' tutto uno spoiler, state attenti
Dopo i salti mortali fatti dal giovane professor Hari Seldon ai tempi della sua fuga su Trantor, finalmente l'Impero lo lascia in pace, tranquillo, a studiare la sua psicostoria nell'università di Streeling. Ma se non è l'Impero a dargli fastidio, è qualcun altro.
Prima parte: ETO DEMERZEL
Un sobillatore delle masse di nome JoJo Joranum (confermo: Asimov fa pena con i nomi) tenta di prendere il potere, professando l'eguaglianza della gente e i troppi privilegi dell'Imperatore. Essendo interessato a trovare un modo per screditare ancora di più la figura dell'Imperatore, approfitta dei suoi legami con il Nostro Seldon, mostrandosi (anche lui...) interessato alla sua Psicostoria. Ma Hari Seldon non si fa manipolare dal primo demagogo che passa, e prepara la sua controffensiva. Fa credere (tramite suo figlio adottivo Raych, abile affabulatore) a Joranum che il primo ministro Eto Demerzel è un robot (come in effetti è...), facendogli inoltre credere che, se la popolazione lo venisse a scoprire, Demerzel dovrebbe dimettersi e l'Imperatore si indebolirebbe. E così accade, ma in realtà, con abilità interpretative insospettabili in un robot come lui, Demerzel riesce ad apparire estremamente umano, in una conferenza stampa dove lo accusavano del contrario, così è Joranum a ritrovarsi screditato e, di lì a poco, a essere esiliato nel suo pianeta natale, Nishaya. O meglio, in quello che dichiarava fosse il suo pianeta natale. In realtà è un Micogeniano (ve li ricordate? quelli che credevano ai robot
Seconda parte: CLEON I
Eto Demerzel, comunque, si dimette volontariamente da Primo Ministro, per passare il testimone al suo amico Hari Seldon, che accetta riluttante di essere l'eminenza grigia dell'Imperatore Cleon I. E credete che si possa stare tranquilli? No di certo. Un piccolo nucleo di vecchi Joranumiti (sostenitori di Joranum...) vive ancora e il capo di questi, Gambol Deen Namarti, ha un vecchio conto in sospeso con Hari Seldon e suo figlio Raych. Namarti era infatti il consigliere di Joranum, e gli aveva consigliato di non fidarsi di Raych Seldon, ma Joranum non gli diede retta, e firmò la sua condanna. E Seldon ci riprova, a ingannare i Joranumiti, inviando di nuovo suo figlio Raych a circuirli (il quale si camuffa per non farsi riconoscere, tagliandosi i suoi preziosi baffi da Dahlita). Ma stavolta viene scoperto, e con un particolare veleno la sua mente viene condizionata in modo che ubbidisca all'ordine di uccidere suo padre, quando quest'ordine gli verrà impartito. Così Raych viene rispedito a palazzo con la missione di entrare nel corpo dei giardinieri imperiali, sapendo che il giorno della presentazione dei nuovi giardinieri sarà presente anche suo padre Hari, e lì riceverà l'ordine di ucciderlo. A salvare la situazione non sarà Dors Venabili, la bella robottona conosciuta nel precedente libro la quale ha il compito di essere una moglie affettuosa nonchè una guardia del corpo indefessa. Infatti per la prima volta Hari Seldon riesce a impedire a Dors di seguirlo come ha sempre fatto, e proprio quella volta rischia di essere fatale. Ma se non c'è Dors c'è un'altra donna: Manella, provocante agente segreto conosciuto da Raych mentre era in missione affabulatoria, prima di essere condizionato. Anche Manella si ritrova ad essere una doppiogiochista: sembrava al soldo degli Joranumiti e invece era un'agente dei servizi segreti dell'Imperatore. Insomma, finisce che Hari viene salvato, Manella e Raych si sposano, Dors è incazzata per non aver salvato il suo amato professore ed è invece gelosa di Manella e... beh, nel frattempo è l'Imperatore Cleon I ad essere ucciso (da un giardiniere, promosso a capo giardiniere, che non voleva essere promosso a capo giardiniere). Il capogiardiniere poi viene giustiziato.
Terza parte: DORS VENABILI
Diciamocelo: Dors non s'è mai ripresa da quell'affronto... quando non è stata lei a impedire che Hari Seldon venisse ucciso. E adesso Manella, colei che invece aveva supplito alla sua mancanza, è addirittura diventata sua nuora! M'è entrata in depressione Dors, ecco qua. Un robot depresso... peggio di Marvin (vedasi la Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams a riguardo, che non ha niente a che fare con Asimov, se non qualche dovuta citazione
Nel frattempo la piccola Wanda Seldon, figlia di Raych e Manella, ascolta una conversazione dove si parla di attentato alla vita di suo nonno come di una "morte alla limonata". "Limonata" è in realtà una storpiatura (intraducibile in italiano) di un apparecchio elettromagnetico, utilizzato per gli studi psicostorici, che lentamente avrebbe ucciso i suoi due più assidui utilizzatori: Hari Seldon e Yugo Amaryl (il giovane operaio di Dahl talentuoso in matematica che Seldon prese con sé per i suoi studi, in Preludio alla Fondazione, e che ora è secondo solo a Seldon nella gestione del Progetto Psicostoria). A ordire un tale terribile piano è Tamwile Elar, un genio della matematica che, nonostante la giovane età, aveva tutti i numeri per sostituire Seldon alla direzione del Progetto... se solo Seldon si fosse deciso a morire. Ma è Dors, presa per paranoica da tutti quanti, a scoprire il complotto. Purtroppo ci rimetterà le robo-penne, perchè l'apparecchio elettromagnetico di cui sopra si rivela molto più letale per i robot che per gli umani, così il malvagio Elar aziona al massimo la macchina. In un ultimo sforzo, Dors lo riesce a uccidere, ma è troppo tardi anche per lei.
Quarta parte: WANDA SELDON
La parte più importante arriva adesso. Il resto è stato riempitivo. In questa quarta parte c'è il vero trait d'union (mais oui...) fra questi prequel e la saga centrale. E finalmente, infatti, si nominano le Fondazioni.
L'Impero è ormai in evidente decadimento, e non ci sono più fondi per finanziare le ricerche psicostoriche di Hari Seldon, che inoltre viene additato come uccello del malaugurio, poichè questa crisi lui l'andava ventilando da anni. Tutto sembra perduto allora... no! Perchè? Perchè la piccola (non più ormai... sta diventando una donna
[spoiler]Come già suggeritogli da Yugo Amaryl, mentre l'Impero vivrà il suo millennio di crisi, alla ricostruzione della civiltà lavorerà la Fondazione, col compito di conservare lo scibile umano compilando la monumentale Enciclopedia Galattica, e tutto questo avverrà lontano da Trantor: su Terminus, un pianeta (quasi) inesplorato ai confini della galassia. E contemporaneamente, su un altro pianeta lontanissimo, chiamato Fine di Stella (Star's End, che poi si presterà a un futuro gioco di parole con Tazenda), Wanda e gli altri "mentalici" (così si chiamano quelli con i poteri mentali) saranno i guardiani del corretto superamento di questa epocale crisi.[/spoiler]
Insomma, finsce qui la biografia di Hari Seldon in due volumi, che voleva raccontare come è nata e come si è sviluppata la Psicostoria nella mente dell'illustre scienziato, costellata da qualche (inutile) momento d'azione. Non svela molto di quello che accadrà nei prossimi libri (pubblicati molti anni prima) se non quello che ho scritto nello spoiler qui sopra. Purtroppo molti momenti mi sembrano molto forzati come il complotto di Elar durante il compleanno di Seldon, ad esempio, oppure tutta la questione dei poteri mentali (che però, magari, trova spiegazione nei romanzi del ciclo dei Robot, non lo so ancora).
Ma l'avventura vera deve ancora cominciare...

